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Parlamento Ue dice sì alla riduzione di shopper, obiettivo -50% in 3 anni

Confermate in toto le novità introdotte dalla Commissione Ambiente salute e sanità lo scorso 10 marzo 2014

(Adnkronos.com) Oggi il Parlamento Europeo, in seduta plenaria, con 539 voti a favore ha dato la propria luce verde alla proposta di direttiva per la riduzione del consumo di sacchi monouso presentata il 4 novembre, confermando in toto le novità introdotte dalla Commissione Ambiente salute e sanità lo scorso 10 marzo 2014.
Per l’Italia, questo vuol dire che le misure adottate dal legislatore nazionale sono state ‘validate’ dal testo di direttiva approvato oggi, che consente agli stati membri mantenere in vigore misure in deroga all’art. 18 della direttiva imballaggi. Ma il Parlamento si è spinto oltre. Riconoscendo le differenze esistenti nei paesi membri ha fissato un preciso target di riduzione all’utilizzo degli shopper pari al 50% in 3 anni rispetto ai volumi immessi nel 2010 e dell’80% in 5 anni.
Viene, inoltre, riconosciuto il principio di differenziazione tra le plastiche tradizionali e le plastiche biodegradabili e compostabili per il loro riconosciuto valore nella raccolta differenziata della frazione organica. Si prevede, inoltre, che tutti i sacchi frutta e verdura entro 5 anni dall’entrata in vigore della direttiva debbano essere biodegradabili e compostabili o di carta riciclata.
Infine, i sacchi cosiddetti riutilizzabili non potranno in alcun modo costare meno di quelli monouso. Ciò al fine di evitare possibili aggiramenti degli obiettivi di riduzione che sono il motivo fondante della direttiva.
Ne esce quindi completamente confermata la validità del modello italiano come esperienza pilota per l’intera Unione Europea. Secondo i dati di Plastic Consult, grazie alla normativa adottata nel 2011, il nostro Paese è riuscito a raggiungere una riduzione dell’ordine del 50% in tre anni del volume degli shopper in circolazione, passando da 180 mila tonnellate nel 2010 a poco più di 90 mila nel 2013
Assobioplastiche sottolinea, di comune intesa con European Bioplastics, che l’adozione di questo modello è destinata a creare importanti opportunità occupazionali in tutta l’Unione Europea stimate in 100.000 posti di lavoro nell’arco dei prossimi cinque anni.