mercoledì dicembre 19th 2018

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Istat, l’inflazione stabile a gennaio. Il carrello della spesa corre il doppio

Il calo dei prezzi degli alimentari freschi bilancia l’acccelerazione dei servizi relativi ai trasporti, per una sostanziale stabilità rispetto ai dati di dicembre. Variazione tendenziale dello 0,2%, rispetto a gennaio 2013 +0,7%. I prezzi del carrello della spesa crescono dell’1,2 per cento annuo

(Repubblica.it) Si stabilizza la dinamica dei prezzi, scongiurando un pericolo imminente di deflazione ma anche mostrando che il ritorno alla normalità sia ancora ben lontano. Secondo i dati dell’Istat, infatti, l’inflazione è cresciuta dello 0,2% su base mensile a gennaio; l’incremento annuo è risultato pari allo 0,7%, come a dicembre. Il dato conferma la stima provvisoria. Quanto ai prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto, il ritmo di crescita dei prezzi è doppio: il cosiddetto carrello della spesa registra un rialzo congiunturale dello 0,4% e cresce dell’1,2% su base tendenziale a gennaio, lo stesso valore rilevato a dicembre. Per l’Istat, l’inflazione acquisita per il 2014 è pari allo 0,2%.

Gli statistici spiegano che a determinare la stabilità dell’inflazione è l’effetto combinato, da un lato dell’accelerazione della crescita tendenziale dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti e l’ulteriore riduzione della flessione di quelli dei Beni energetici non regolamentati; dall’altro, dei rallentamenti delle dinamiche inflazionistiche di gran parte delle rimanenti tipologie di prodotto, il più marcato dei quali interessa gli Alimentari freschi. L’“inflazione di fondo”, al netto degli alimentari freschi e dei beni energetici, sale all’1%, dallo 0,9% di dicembre; mentre, al netto dei soli beni energetici,
resta stabile all’1%.

“Il rialzo mensile dell’indice generale è dovuto sia a fattori stagionali, che spiegano la crescita dei prezzi dei Vegetali freschi (+4,6%), sia agli aumenti congiunturali della maggior parte delle altre tipologie di beni e servizi; a mitigare questo rialzo è il calo mensile dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (-0,6%), anch’essi influenzati da fattori di natura stagionale”, spiega ancora l’Istat.

Specificando ancora le dinamiche dei singoli comparti, l’Istat aggiunge che il tasso di crescita tendenziale dei prezzi dei beni scende allo 0,3%, dallo 0,4% di dicembre, mentre quello dei prezzi dei servizi sale all’1,1% (era +1% nel mese precedente). Pertanto, il differenziale inflazionistico tra servizi e beni si amplia di due decimi di punto percentuale rispetto a dicembre 2013. I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona crescono dello 0,3% su base mensile e dell’1,3% su base annua (era +1,7% a dicembre).

Consumi. Intanto, secondo Confesercenti, dallo scoppio della crisi la spesa degli italiani non si è solo ridotta, ma è cambiata. La contrazione complessiva registrata in Italia tra il 2007 e il 2012 (-5,4%, circa 47 miliardi in meno) si è infatti accompagnata a un cambiamento permanente dei comportamenti di spesa. Il dato emerge da uno studio della Confesercenti, secondo cui una quota sempre maggiore dei consumi si è indirizzata verso le spese obbligate, dalle bollette a quelle per la casa, cresciute nel periodo di oltre 4,6 miliardi (+2,6%). Ma gli italiani hanno speso di più anche per la sanità, la comunicazione, la ricreazione e la cultura. Calano invece le spese per istruzione, mobilità, vestiario e persino per i generi alimentari.